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Sunday, November 30, 2003


I lavori sono proseguiti alacremente ma gli imprevisti (che dovevano essere previsti) hanno allungato i tempi oltre ogni ragionevole misura.
Comunque la casa è a buon punto e nella sezione Il cantiere3 troverete lo stato dei lavori.
Le scorse settimane c'è stata anche l'inattesa visita degli architetti John Capillo e Steve Toscano dello studio californiano McCormick, Capillo & Patrow che, come ricorderete, lo scorso febbraio eravamo riusciti a dirottare in occasione della loro presenza in Italia.
E stavolta - e le loro espressioni lo dimostrano - sono rimasti davvero sconcertati.
Un po' perché hanno verificato che la loro tecnica di building demolishing è stata seguita solo in parte, un po' perchè non sono abituati all'uso di certi materiali.
Steve Toscano ha affermato "quello di veramente innovativo che scorgo in questa opera è la quasi totale mancanza della mano di un architetto", e John Capillo "è uno stile completamente nuovo, in cui è il cliente a dominare l'architetto, rovesciando ruoli ormai definiti da tempo".
Sono rimasti attoniti osservando gli interni, ed in particolare l'ingresso-sala-cucina sovrastato dal salotto al primo piano, immaginando l'uso che ne verrà fatto quando la casa sarà abitata. John ha usato l'espressione "incredible disowned perspective" mentre Umberto cercava di fargli bere un bicchiere di pinot bianco portato per l'occasione.
Steve e John hanno anche chiesto se, per arrivare al primo piano ("the disowned zone night") verrà prevista una scala o se hanno in mente altre soluzioni meno tradizionali. Umberto ha spiegato, per l'ennesima volta (ma per la prima a loro) che ci sono problemi di misure per realizzare la scala e al momento sono "indecisi". Steve ha suggerito di utilizzare delle corde, decine di corde, fissate al soffitto che avrebbero dato l'impressione - secondo Steve ma non secondo Umberto - di una nave arrembata. Umberto ha cambiato discorso, parlando dei problemi di natura burocratica avuti per effettuare l'allacciamento del gas, e brillantemente risolti facendo ricorso al tipico coraggio del nord-est. Ovverosia fottendosene della burocrazia.
John ha molto apprezzato il terrazzo alla veneziana del piano terra, che ha riconosciuto essere "a lot in tuning" con lo stile della casa.
I due architetti californiani hanno rivolto particolare attenzione anche ad alcuni dettagli dell'esterno, ad esempio l'angolo di sud-ovest che ricordava loro "an Indian altar" visto poco tempo prima a Bombay. Anche le antiche pietre inastonate qua e là con maestria per arricchire la facciata anteriore della casa hanno lasciato a bocca aperta Steve e John ("noi in California ce le sognamo idee del genere, forse ora con il nuovo governatore...).
E' stata una giornata molto bella quella di Umberto con John e Steve, che credo non vedremo mai più in questo cantiere.

Cosa manca comunque per completare l'opera? I serramenti, le porte, la scala interna, l'impianto elettrico, l'allarme, l'acqua... troppe cose ancora per sperare che Umberto e Alessandra quest'anno mangino lì il panettone.